Pronto soccorso, la Liguria cambia modello: meno attese e percorsi più rapidi
15/04/2026
Ridurre i tempi di attesa e migliorare la gestione dei ricoveri urgenti: è su questi obiettivi che si fonda il nuovo modello organizzativo approvato da Regione Liguria per affrontare uno dei nodi più critici della sanità ospedaliera, il boarding nei pronto soccorso. Il piano punta a portare sotto le otto ore l’attesa per almeno il 90% dei pazienti, introducendo regole uniformi e una gestione più strutturata dei posti letto.
Il boarding, ovvero il tempo trascorso dai pazienti su una barella dopo la decisione di ricovero, rappresenta una criticità diffusa a livello nazionale. La Regione ha scelto di intervenire partendo da un’analisi approfondita dei dati dei dieci presidi ospedalieri liguri, costruendo un modello che mira a superare le attuali disomogeneità organizzative.
Posti letto programmati e maggiore integrazione tra reparti
Il fulcro della riforma riguarda la programmazione quotidiana dei posti letto. Ogni reparto dovrà garantire almeno un posto ogni dieci destinato ai pazienti provenienti dal pronto soccorso, introducendo un sistema prevedibile e non più legato alla sola disponibilità contingente. Nei reparti più coinvolti nei ricoveri urgenti, come medicina interna e geriatria, sono previsti ulteriori potenziamenti.
Parallelamente, viene fissato un obiettivo indicativo per la degenza media, entro i dieci giorni, così da favorire una rotazione più rapida dei letti. Nei momenti di maggiore pressione, sarà possibile modulare i ricoveri programmati, dando priorità alle urgenze e migliorando la capacità di risposta complessiva del sistema.
Un altro elemento chiave riguarda l’integrazione tra pronto soccorso e medicina interna: il modello prevede una consulenza specialistica entro due ore dall’accesso, con l’obiettivo di accelerare il percorso decisionale e ridurre i tempi di permanenza in attesa di ricovero.
Nuove figure e gestione dei flussi più efficiente
Tra le innovazioni introdotte spicca la figura del discharge manager, incaricato di gestire le dimissioni più complesse e di coordinare il passaggio dei pazienti verso i servizi territoriali, come assistenza domiciliare, RSA e ospedali di comunità. Un ruolo strategico per evitare rallentamenti e liberare più rapidamente posti letto.
Il modello prevede inoltre la creazione, in ogni azienda sanitaria, di un gruppo tecnico permanente dedicato alla gestione dei flussi, con il coinvolgimento di direzioni sanitarie, pronto soccorso e reparti. L’obiettivo è monitorare costantemente la situazione e intervenire in modo tempestivo.
Alcune strutture hanno già avviato l’applicazione concreta del piano: il Policlinico San Martino e l’ospedale Villa Scassi hanno attivato complessivamente 35 posti letto dedicati ai ricoveri urgenti, grazie a una riorganizzazione interna e al rafforzamento del personale. Un primo segnale di come il nuovo modello possa tradursi rapidamente in risultati operativi.
La riforma si inserisce in una strategia più ampia che punta a rendere il sistema sanitario regionale più efficiente, riducendo i tempi di attesa e garantendo ai pazienti percorsi di cura più chiari e tempestivi. Un cambio di metodo che mette al centro programmazione, integrazione e responsabilità condivisa.
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